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Trento investe

Più investimenti pubblici, meno carico fiscale. E‘ questa la ricetta del governatore del Trentino Ugo Rossi che nella finanziaria 2017 ha fissato un obiettivo preciso, ovvero la crescita del Pil all‘1,2 per cento. Tutto sommato, l’Alto Adige non ha molto da invidiare ai vicini di casa.

Südtiroler Wirtschaftszeitung von Südtiroler Wirtschaftszeitung
16. Dezember 2016
in Italien
Lesezeit: 3 mins read

Trento/Bolzano – In consiglio provinciale a Bolzano in questi giorni si discute la legge di bilancio 2017. In Trentino la finanziaria approda in consiglio la prossima settimana. Mettendo a confronto le due leggi di bilancio delle Province di Trento e di Bolzano, si nota come siano molte le analogie; allo stesso tempo, non mancano però alcune differenze sostanziali. Quella più immediata riguarda i mezzi a disposizione. Mentre il bilancio provinciale a Bolzano pareggia a 5,63 miliardi di euro e i mezzi effettivi spendibili sono di 4,85 miliardi, Trento deve accontentarsi di 5,25 miliardi di cui 4,54 effettivamente spendibili. Rossi può quindi distribuire 300 milioni di euro in meno rispetto a Kompatscher. Merito di un’economia che produce di più (oltre 20,6 miliardi il Pil altoatesino contro i 18,4 del Trentino secondo i più recenti dati Istat riferiti al 2014) e di un benessere più diffuso (40 mila il Pil pro capite a Bolzano contro i 34 mila di Trento) che garantiscono alla Provincia di Bolzano entrate fiscali più cospicue.

La leva fiscale – Ridurre le imposte per sostenere crescita e occupazione. Bolzano e Trento adottano la stessa strategia, ma seguono strade leggermente diverse. La legge di stabilità trentina riporta l‘aliquota Irap al 2,68 per cento per il 2017 (stesso livello di Bolzano) rispetto al 2,3 per cento attuale. Irap azzerata, invece, per le imprese che si insediano ex novo, mentre viene introdotta una deduzione di 18mila euro per ogni nuova assunzione che sale a 36mila euro per giovani assunti dopo un percorso di garanzia giovani o un‘alternanza scuola-lavoro. Riduzioni significative della base imponibile sono previste anche per quelle aziende che erogano aumenti salariali in attuazione di accordi o contratti collettivi aziendali o territoriali: misura apprezzata dai sindacati, meno dalle categorie economiche che temono che solo poche imprese possano beneficiare di questo ulteriore sconto. Le agevolazioni Irap ammontano comunque a 215 milioni complessivi. Confermata anche a Trento, così come a Bolzano e sull‘intero territorio nazionale, la riduzione dell‘aliquota Ires dal 27,5 al 24 per cento.

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Sull‘addizionale regionale Irpef, Trento resta un passo indietro rispetto a Bolzano: viene introdotta quest‘anno la detrazione di 252 euro per ciascun figlio a carico per contribuenti con redditi fino a 55mila euro e confermata l‘esenzione completa per i redditi fino a 20mila euro. Con queste misure, la Provincia di Trento rinuncia a 46 milioni di entrate.

L‘Imis, che è l‘imposta municipale sugli immobili trentina (equivale all‘Imi altoatesina) prevede diverse aliquote per le aziende: è pari allo 0,55 per cento per negozi, alberghi e studi professionali e piccoli insediamenti produttivi fino a 400 metri quadrati, ma sale allo 0,79 per cento per i capannoni industriali. Una differenza rilevante rispetto all‘aliquota dello 0,56 per cento applicata in Alto Adige che il presidente di Confindustria Trento Giulio Bonazzi ha rimarcato più volte chiedendo un allineamento verso il basso anche dell‘aliquota trentina. Il rischio, invece, è che l‘Imis salga ulteriormente: il Ddl Stabilità introduce infatti un nuovo contributo di scopo che permette ai Comuni una maggiorazione dell‘aliquota fino a 0,5 punti percentuali finalizzato al finanziamento di opere pubbliche.

Investimenti e spese correnti – Proprio le opere pubbliche costituiscono un‘ulteriore elemento caratterizzante del bilancio trentino. Se il bilancio di previsione altoatesino si trova a fare i conti con un deciso aumento delle spese correnti a scapito degli investimenti (Kompatscher ha però già promesso ulteriori mezzi con il bilancio di assestamento), Trento cerca di invertire la tendenza. Nel Bilancio 2017 sono previsti 900 milioni di opere pubbliche a cui se ne possono aggiungere ulteriori 500 milioni per opere realizzate dagli enti locali per un totale di 1,4 miliardi. “Risorse – spiega Ugo Rossi – che rappresentano una benzina preziosa per lo sviluppo del territorio”. Viabilità, edilizia scolastica, strutture sociali e sanitarie: si va dal Polo sanitario trentino all‘Ospedale di Cavalese passando per gli investimenti per il Polo della Meccatronica, il Polo fieristico di Riva e collegamenti viari.

Le risorse per finanziare agevolazioni fiscali e investimenti arrivano in buona parte anche da una riforma amministrativa che Trento pare aver approcciato con maggiore decisione rispetto a Bolzano. Nel periodo 2017-2019 le spese di gestione si ridurranno del 5,7 per cento grazie alla centralizzazione degli acquisti e alla riduzione di 100 unità dei mezzi di servizio. Soprattutto viene confermato un turn-over ridotto al minimo: prevista una sola assunzione per ogni dieci dipendenti che cessano la propria attività. Questo nonostante il Trentino possa contare su una struttura pubblica già più snella di quella altoatesina: 73 dipendenti pubblici ogni 1.000 abitanti contro gli oltre 76 di Bolzano (dipendenti statali esclusi), anche se va ricordato che in Trentino non è previsto l’obbligo del bilinguismo.

Sanità e sociale – La maggiore efficienza a cui si punta a livello amministrativo permette di mantenere invariate – a parità di servizi – le risorse complessive per sanità, sociale, politiche del lavoro, scuola e ricerca. Prevista una riduzione delle tariffe (in particolare caleranno del 40 per cento quelle degli asili per un risparmio di 3,2 milioni per le famiglie) e il progetto – da concretizzare nel 2018 – di un assegno unico che accorperà in un unico strumento tutti gli interventi economici a favore delle famiglie per razionalizzare gli interventi.

Schlagwörter: 48-16freeItalianonomedia

Ausgabe 48-16, Seite 6

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